Il silenzio del lottatore. Minimum Fax

Il silenzio del lottatore. Minimum Fax

Una ragazzina scopre l'attrazione ascoltando i racconti di un'anziana che si aggira come un cieco nei labirinti della memoria. Una bella adolescente sperimenta come il sesso, oltre a essere uno strumento di piacere (e di potere), può portare senza volerlo a tradire le proprie amicizie. Una ragazza appassionata lotta per quello che si illude sarà l'amore della sua vita. Un'altra, disposta a soffrire ma soprattutto capace di ferire, cerca di ritrovare la propria strada dopo un disastro sentimentale. Una donna nel pieno degli anni si mette in fronte al propria matrimonio come davanti a uno specchio per cercare di salvarlo. Il silenzio del lottatore  è una meravigliosa educazione sentimentale e al tempo stesso una raccolta di racconti in cui sensualità, durezza, dramma, cauta e segreta speranza danno vita a una narrazione in grado di parlare a ognuno di noi. Nelle storie della Milone - che ha studiato alla scuola di Alice Munro  e di Elizabeth Strout - è soprattutto il senso di sfida, il gusto della scoperta, la coraggiosa e continua apertura verso il futuro, a farne forse la scrittrice che in Italia stavamo aspettando da anni .

 

Rassegna stampa

Poche parole, moltissime cose. Einaudi

Poche parole, moltissime cose. Einaudi

A volte l'amore arriva dopo una vita intera spesa a rincorrere ciò che si credeva fosse davvero importante. E quando si riesce finalmente ad acciuffare il diritto a essere felici, c'è il rischio che gli altri non capiscano - come se tanta gioia di vivere fosse quasi scandalosa. Così succede a Olga e Sergio, una coppia di vecchi innamorati che spiazzando tutti scappa senza lasciare tracce. E soltanto la piccola Nanà, l'unica custode del loro segreto, sembra comprendere fino in fondo la forza dirompente di quel gesto. Un romanzo sulla tenacia dei sentimenti, sulle risorse che ciascuno di noi neppure immagina di avere. Finché il destino non viene a chiedere il conto.

Nanà è appena tornata dalle vacanze estive. Mentre i suoi genitori sono indaffarati a disfare i bagagli, lei è la prima a dare l'allarme: nonna Olga è fuggita con Sergio.
La coppia viveva una complicità silenziosa e tenace che nessuno - nemmeno i rispettivi figli, che infatti mal sopportavano quell'amore senile - riusciva a comprendere fino in fondo. Ora che i due se ne sono andati senza dire una parola, senza lasciare un biglietto, quell'ingombrante assenza sembra accusare chi è rimasto. Sulle loro tracce provano a mettersi Ivan e Albertine - il figlio di Sergio con la fidanzata franco-palestinese -, insieme a Pietro e Bruna, genitori di Nanà, in una ricerca che coinvolge persino Abramo, il cucciolo che la bambina ha appena adottato.
Interrogarsi sul perché di quella fuga finirà per mettere in scacco le apparenti certezze di tutti loro, inchiodandoli al momento presente. Perché adesso che Olga e Sergio sono chissà dove, di fronte a tanta incauta intraprendenza ogni cosa sembra essere improvvisamente finita sotto la lente d'ingrandimento, mostrando le crepe che minacciano il crollo.
Con una scrittura calda e decisa, capace di indagare in profondità le sfumature dei legami affettivi, Rossella Milone restituisce sulla pagina l'amore, le bugie, la ricerca delle radici, i non detti e tutte le complessità che si annidano in ogni famiglia. Tenendo lo sguardo fisso sui personaggi senza mai rinunciare alla forza espressiva del suo stile - con quell'istinto che è proprio dei narratori - l'autrice compone una storia di straordinario impatto emotivo. Fino a mostrare al lettore che, anche quando sembra troppo tardi per ribaltare un'esistenza - e le parole non bastano più -, l'unica cosa che possiamo fare è ricominciare da capo.
 

Rassegna stampa

Nella pancia, sulla schiena, tra le mani. Laterza

Nella pancia, sulla schiena, tra le mani. Laterza

«Il nostro corpo è una stanza comodissima dove dormire, respirare, mangiare e fare l'amore in santa pace. E i luoghi sicuri non ci mettono niente a trasformarsi in trappole.»

Tutto quel che vediamo, sentiamo, viviamo, passa per il corpo, o un pezzo di esso, con cui dovremmo imparare a comunicare. Questa è a suo modo una guida per l'allenamento del nostro corpo: per irrobustire la schiena, gli addominali, proteggere i nervi, sostenere la fatica. Una fatica quotidiana del vivere e dell'incontrarsi con gli altri, per abituarsi al contatto, sforzarsi di capire perché stare dentro e stare fuori al proprio corpo è prima di tutto un'attività fisica e poi emotiva. Come i paguri con le conchiglie, come le tartarughe con il carapace o gli uccelli, che si difendono volando in stormi, abbiamo bisogno di capire come adattarci ai nostri spazi, come insediarli e, soprattutto, come convivere con i luoghi invisibili che circondano le persone: quegli spazi intimi, segreti, fragili che garantiscono e proteggono le nostre relazioni.
 

La memoria dei vivi. Einaudi

La memoria dei vivi. Einaudi

L'ostinato persegue l'amore di fronte alla malattia. Due sorelle diversissime, divise da anni di silenzi e incomprensioni. Un padre anziano che decide di risposarsi, costringendo la figlia a confrontarsi con il grigiore della propria matrimonio.
Da una giovane narratrice napoletana, tre racconti lunghi di straordinaria intensità. Tre storie di donne spaventate dalla libertà, abituate a vivere con lo sguardo rivolta all'indietro, perché in fondo «tutto ciò che succede è un ricordo». 

Arriva un momento in cui il peso delle scelte compiute s'ingrossa fino a travolgerci. I fantasmi del passato chiedono il conto, seguendo un disegno oscuro e inarrestabile che si intreccia con i legami familiari e poi scende in profondità, per dare forma a una solitudine «dilagante che piano piano prende spazio nella carne, finché non diventa tessuto essa stessa». 
Lena ha accantonato la sua carriera accademica per dedicarsi interamente al marito, gravemente malato. Il giorno dell'inaugurazione della stazione faunistica che lei avrebbe dovuto dirigere, si trova faccia a faccia con quel mondo che credeva di aver chiuso fuori dalla porta. 
Silvana e Carmen hanno lo stesso padre ma non potrebbero essere più diversi: sottomessa e rispettosa la prima, estroversa e calcolatrice la seconda. Fin da bambina Silvana ha vissuto all'ombra della sorella, e rivederla dopo tanti anni risveglierà in entrambe un rancore sordo, «simile a un conforto». 
Nice è intontita da una vita che sembra una perdita di tempo, da un marito capitatole quasi per caso e poi accantonato in un angolo insieme a molti altri pensieri. Quando il vecchio padre si risposa con la signora Teresa, Nice si sente tradita: accettare la felicità altrui sembra un'impossibile compito.
Tre storie, tre destini, tre donne: ciascuna di loro è fotografata nel momento in cui l'amore, la solitudine, il coraggio e il dolore convergono in un unico punto. È allora che i ricordi diventano ciò che di più prezioso abbiamo, e confrontarsi con i propri errori e le proprie debolezze sembra l'unica via per affrontare le difficoltà del presente. «La memoria sola sopravvive. Se lo dice più volte, in testa, lo ripete come un mantra, come un Padre Nostro, qualsiasi forma di preghiera che possa convincerla ».
Con una voce densa e profondamente istintiva, Rossella Milone riflette sulla vita e sulla morte, compiendo a ogni pagina una dissezione di memorie e affetti di straordinaria maturità.

«Si chiede come ci sia finita lì, in quel posto bellissimo, quando sente che i suoi posti ora sono altri. Certi luoghi li riempie per finta, per errore, il suo corpo non ha più gli strumenti per convivere con il mondo ».
 

Rassegna stampa

L'età della febbre, AAVV. Minimum Fax

L'età della febbre, AAVV. Minimum Fax

Cosa significa raccontare il proprio tempo? Quali sono oggi in Italia le voci capaci non solo di ritrarlo, questo tempo, ma di leggerne le tracce sulla propria pelle? Nel 2004 minimum fax pubblicava l’antologia La qualità dell’aria, in cui ai migliori scrittori under-40 era chiesto di illuminare le trasformazioni enormi che l’Italia stava attraversando all’inizio degli anni Zero. Oggi che quell’antologia è considerata uno spartiacque e quegli autori sono diventati un piccolo canone della nuova narrativa italiana, Christian Raimo e Alessandro Gazoia hanno deciso, con L’eta della febbre, di rilanciare questa sfida scegliendo undici voci per indagare un’epoca sempre più indecifrabile. Non più un paese sull’orlo della crisi, piuttosto un mondo in cui i grandi mutamenti non riguardano soltanto la società o la politica ma la radice stessa della personalità, quello che ci rende ancora così ostinatamente umani. Fin dalla copertina di Manuele Fior, uno dei più importanti fumettisti italiani, entreremo in un luogo sospeso ma vitale di malinconie e deflagrazioni emotive, per ascoltare insieme quel coro di voci intensissime in grado di restituirci la fragilità e la furia del nostro tempo. Una squadra di esploratori che ci accompagnerà nel futuro di ferocia e speranza che è già la nostra vita.

Gli autori: Violetta Bellocchio • Emmanuela Carbé • Claudia Durastanti • Manuele Fior • Vincenzo Latronico • Antonella Lattanzi • Rossella Milone • Vanni Santoni • Paolo Sortino • Chiara Valerio • Giuseppe Zucco
 

Prendetevi cura delle bambine. Avagliano

Prendetevi cura delle bambine. Avagliano

Questo libro è una raccolta di sei racconti accomunati dal tema che il titolo denuncia: le bambine e i bambini e la genitorialità, la responsabilità che ci prendiamo avendo cura delle creature più deboli, gatti, cani, uccelli, figli e di come ci trasformiamo nella vita da oggetti d'amore a soggetti d'amore. Il terreno su cui si muovono i personaggi è infatti il confronto tra il mondo visto dai bambini e quello visto dagli adulti, accomunati spesso dal bisogno d'amore che non sempre coincide. Napoli è lo scenario dei racconti nei quali si schiudono interni familiari e dove si intrecciano amori spesso difficili, ma vissuti con tenacia in una dimensione casalinga di profumi e tavole apparecchiate.

Una verità universalmente riconosciuta...AAVV. Astoria

Una verità universalmente riconosciuta...AAVV. Astoria

“Non è difficile immaginare quanto si sarebbe divertita Jane Austen all’idea che tutto il mondo, in questo 2017, avrebbe festeggiato il bicentenario della sua morte. 
Sembra di sentire il suono allegro della sua risata, deliziata dallo scoprire che la sua dipartita, il 18 luglio del 1817, a Winchester, nella cui cattedrale ora è sepolta, avrebbe segnato sì la fine della sua esistenza mortale, ma l’inizio, decisamente sorprendente anche per lei, di una fama che l’ha resa immortale. Fama non immediata, è vero, un avvio lento e poi, in questi due secoli, una fortuna alter­na, ma, ormai da moltissimi anni, un crescendo apparentemente inarrestabile. (…) 
Con questo piccolo libro, noi tutte, editrice, autrici e curatrice, abbiamo scelto di immetterci nel grande fiume degli omaggi alla magnifica Jane, da tutte letta con somma ammirazione, dandole qualcosa in cambio, che la trasportasse, in un lampo, dal suo secolo al nostro.” 
dall’Introduzione di Liliana Rampello

Sei omaggi a Jane Austen

Capitolo 22
Stefania Bertola

Zitelle
Ginevra Bompiani

Mimosa
Beatrice Masini

Minuteria
Rossella Milone

Figlie d’anima
Bianca Pitzorno

Un fatto nuovo
Lidia Ravera